giovedì 8 ottobre 2009

DIRT 2



Sempre più spesso succede in questo mondo videoludico, di essere più attenti ai fuochi d’artificio che alla qualità.E così all’improvviso ci troviamo di fronte ad un prodotto che stupisce e diverte, che mostra un comparto grafico sontuoso e attenzione aldettaglio. Tutti a parlare di Forza 3, di GT5, di Need for Speed: Shift, e giù parole su quale sarà il migliore, rischiando di ignorare il titolo che primo di tutti si mostra sul mercato, e grida a gran voce tutta la sua potenza.

Il gioco parte con i soliti convenevoli e con le solite opzioni, gara singola, carriera e gioco online.
La cosa che subito balza all’occhio è il menu, rappresentato da una roulotte la quale fungendo da nostra casa, ci permetterà di visionare tutti i menu del gioco, dalla gara alle caratteristiche personali, alle vittorie ecc.
Parlando del fulcro del gioco, la carriera, ci verrà proposto, dicevo, di immettere il nostro nome e successivamente il nostro soprannome, e infine un lungo menu di nomi preregistrati ci darà la possibilitàdi selezionare il nome con cui il gioco ci chiamerà! Questo aspetto, seppur secondario, si scoprirà come una scelta azzeccata, in quanto durante le gare sentiremo piloti o manager pronunciare spesso il nostro nome, rendendo l’esperienza più autentica.
Il sistema adottato dai ragazzi Codemaster, è una sorta di Rpg automobilistico. Mi spiego meglio.
Dopo ogni gara, ci verrà assegnato un punteggio sia in denaro che in esperienza. L’esperienza e l’ammontare del denaro, cambiano a seconda del grado di difficoltà scelto (facile, medio, serio, selvaggio e estrema) dai danni alle auto(solo visivo, completo)e infine c’è anche la possibilità di impostare manualmente il veicolo.
Le impostazioni prevedono una serie di modifiche che comporteranno un diverso comportamento in pista.
Abbiamo la possibilità di variare il rapporto marce più breve o più lungo, la portanza da alta a bassa, le sospensioni dure e morbide, l’altezza da terra dell’auto, il differenziale morbido o più forte ed il bilanciamento dei freni tra posteriore e anteriore. Anche se è evidente che il gioco si trovi a metà strada tra simulazione e arcade, bisogna ammettere che cambiare queste impostazioni, modifica anche le prestazioni e il modo di comportarsi dell’auto.
Volevo tornare su ciò che parlavo in precedenza, dei punti esperienza dati a seconda del livello di difficoltà selezionato(si può scegliere per ogni gara). Adottando un approccio a livelli, il nostro pilota(e quindi noi)acquisterà livelli a seconda delle sue prestazioni, in modo da sbloccare via via nuovi eventi e nuove gare speciali, come campionati continentali o sfide testa a testa.
Un altro aspetto molto coinvolgente presente in Dirt2, è il fatto che i nostri avversari, oltre a brevi commenti in pista o nel dopo gara, nei nostri confronti, saranno nel proseguire del gioco, veri e propri amici, con tanto di menu che descrive al fianco di ognuno il grado di amicizia. Questo è un aspetto molto riuscito, e come dicevo prima, anche il menu composto dalla propria roulotte e una volta scelta la gara, fuori da essa vedremo le persone venute alla gara con la nostra auto parcheggiata e la possibilità su un tavolino di comprare auto nuove, modificare quelle possedute (dal clacson al pupazzetto da appendere, alle immancabili livree).Tutto ciò garantisce una certa immedesimazione al “circo delle corse”, superando in gran stile la freddezza di altre produzioni.
Parlando più specificatamente del reparto “giocato”, come in precedenza dicevo, il gioco si assesta a metà strada tra simulazione e arcade.
Sportellate e scontri saranno all’ordine del giorno, anche se a livelli più alti, una buone dose di “capacità nel controllo” è obbligatoria.
Certo che il gioco viene in aiuto al giocatore in ogni modo, infatti avremo la possibilità di effettuare dei “riavvolgimenti” del tempo per ovviare a qualche errore (5 in totale), che diminuiscono selezionando un livello di difficoltà superiore. In pratica dopo una curva stretta non siete riusciti a riprendere l’auto finendo in un burrone? Niente paura, basterà premere select un replay partirà a circa 10 secondi prima di tale errore, permettendovi di premere in qualsiasi momento (di quei 10 secondi, ovvio) X (o quadrato su ps3)per riprovare ad eseguire quel tratto di tracciato.
Questo oltre a posizionare il gioco su un piano al di sotto della simulazione pura, eccita anche la frustrazione da parte del giocatore, che magari dopo 3 giri perfetti si vede sfumare la vittoria per uno stupido dosso a 10 metri dalla fine. Geniale e sopratutto adatto a tutti.
Parlando del comparto grafico, bisogna ammettere che in Codemaster hanno fatto un gran lavoro. Le auto sono splendide, mostrando riflessi e fonti di luce impressionanti, solide e con una capacità di ammaccarsi e distruggersi davvero realistica, una delle migliori viste ultimamente. Gli interni poi sono davvero molto ben fatti, con tantissimi particolari presenti e una buona scelta cromatica sopratutto.
E’ incredibile poi vedere certi effetti e stupirsi ancora in questa generazione ormai avviata e quindi che ci ha abituato a grandissimi effetti. Ad esempio in una pista in Cina, ci ritroviamo su una montagna con tutti i suoi sali scendi e curve a gomito. Ad un certo punto poi finita la parte collinosa, sullo sfondo intravediamo la pianura, e una leggera nebbiolina appoggiata sul terreno è lì ad attenderci. L’effetto è esaltante, mai visto tanta cura al dettaglio. Per non parlare dei circuiti di montagna che ad un certo punto ci presentano una folta vegetazione, così reale da farci sentire l’odore, senza contare poi la bellezza di vedere dopo una pozza d’acqua presa in pieno, l’acqua stessa che invade la nostra visuale fin quando non viene rimossa dai nostri tergicristalli!!!
Insomma come potete aver intuito siamo di fronte ad un lavoro davvero molto curato, attento ai particolari. Stesso discorso per il comparto sonoro. Se da una parte veniamo gratificati o presi in giro in un ottimo italiano dai piloti che corrono con noi, dall’altra abbiamo degli effetti sonori del motore riprodotti con grandissima cura, molto aggressivi ed avvero convincenti. Buono anche il comparto sonoro, con canzoni pop rock orecchiabili e, come succedeva in Motorstorm, adatti a dare l’idea di festa.
Unica pecca il comparto auto, non molto vasto (è vero che parliamo di rally, e naturalmente quelle sono le auto del campionato...), anche se il gioco ci viene incontro proponendo vari tipi di gare fuoristrada, con buggy, SUV, e altro.

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